Questa soluzione si basa sull'iniziativa d'autonomia che rimane sulla tavola, nel quadro dello integrità territoriale, della sovranità nazionale e delle costanti dello Stato marocchino, nell'obiettivo di mettere un termine a questo conflitto anacronistico, ha indicato il ministro in risposta ad una domanda alla camera dei consulenti.
Le conclusioni dell'ultima risoluzione del consiglio di sicurezza (1920), hanno detto il ministro, riprendono gli orientamenti e gli elementi chiari definiti da questo consiglio per sostenere il segretario generale dell'ONU ed il suo inviato personale, Christopher Ross, per trovare una soluzione politica consensuale e definitiva e ciò, accordando tutto l'interesse al processo di negoziati conformemente alla volontà della Comunità internazionale di mettere un termine a questo conflitto regionale che non ha soltanto troppo durato.
Questa risoluzione, ha aggiunto il ministro, segna un'evoluzione nel trattamento della questione in tutti i suoi aspetti politici, giuridici ed umanitari, sottolineando che la questione del Sahara ha conosciuto una svolta decisiva al favore dell'iniziativa d'autonomia iniziata da SM Re Mohammed VI, in attesa di uscire dalla situazione di letargia con tutti i pericoli e gravità che comporta.
Quest'iniziativa, ha indicato il ministro, ha avuto un impatto molto che ha stampato un nuovo orientamento al consiglio di sicurezza, che appare attraverso l'abbandono definitivo dell'opzione referendario al vantaggio di una terza via come soluzione adatta in grado di raggiungere un regolamento politico definitivo di questo conflitto artificiale.
Le risoluzioni onusiane, hanno indicato il Sig. Fassi Fihri, esortano ormai le parti ad impegnarsi in negoziati sostanziali ed intensi, dando prova di realismo e di spirito di compromesso pur prendendo in considerazione gli sforzi costruttivi e credibili che il Marocco non cessa di fare dal 2006, con la consacrazione della soluzione politica che allontana definitivamente le opzioni paradossali, particolarmente l'indipendenza chimericache era sollecitata nel quadro del piano di regolamento del 1991 o piano Backer II.
Il ministro ha ricordato, a questo proposito, le due visite effettuate nella regione dall'inviato personale del segretario generale dell'ONU, il sig. Christopher Ross e la tuta dei due round informali in agosto 2009 e febbraio 2010.
Quest'ultimo round informale, ha richiamato il ministro, è intervenuto nel momento in cui Polisario conduceva una campagna di propaganda e di provocazione istigata con l'appoggio diretto delle autorità algerine, a proposito di questo che hanno qualificato come " violazioni dei diritti dell'Uomo" o anche di " sfruttamento delle risorse naturali".
Questa campagna ha culminato nell'invettiva all'approccio dell'adozione della relazione del segretario generale dell'ONU, ne prelude all'ultima risoluzione del consiglio di sicurezza, in tentativi inutili di fare deviare i negoziati della loro via facendo valere slogan sull'allargamento del mandato del MINURSO, ha indicato il sig. Fihri.
Il ministro ha ricordato che conformemente agli alti orientamenti reali, lettere ufficiali erano state indirizzate al segretario generale dell'ONU per chiarire la posizione marocchina, mettere nudi in modo preciso e dettagliato, le manovre fallaci dei separatisti e, perciò, attirare l'attenzione della Comunità internazionale sulla situazione umanitaria allarmante delle popolazioni sequestrate a Tindouf sul territorio algerino.
La risoluzione 1920 del consiglio di sicurezza, adottata all'unanimità, ha richiamato il ministro, ha prorogato di un anno il mandato del MINURSO e consolidato tutte le acquisizioni realizzate dal Marocco dal 2007.
Ha di stesso chiamato a favorire un clima propizio al dialogo per impegnarsi tra una fase di negoziati " più intensi e più oggettivi" ed a proseguire questi negoziati senza condizione preliminare ed in buona fede, pur prendendo in considerazione gli sforzi del Marocco, in riferimento alla dinamica impegnata dall'iniziativa marocchina.
Il Sig. Taïb Fassi Fihri ha sottolineato che questa decisione ha rafforzato la posizione ufficiale del Marocco che chiama le altre parti ad implicarsi con serietà nel processo di negoziati e di porre fine a loro tergiverzzazioni ed al loro indietreggiare per sottrarsi ai loro impegni e responsabilità.
Questa decisione, ha detto il ministro, esorta Polisario e l'Algeria da cooperare di un modo più attivo e più sostanziale con le Nazioni Unite ed il Marocco per uscire dal vicolo cieco attuale e progredire verso la conclusione ad una soluzione politica, come chiama le altre parti a dare prova di più volontà politica per andare da e verso un regolamento, nel quadro della preminenza data all'Iniziativa marocchina.
Il ministro non ha trascurato anche di rilevare che il Consiglio di sicurezza ha affermato che la situazione attuale è inaccettabile alla lunga, il che significa che il Consiglio converge con la visione del Marocco nel rifiuto della logica dell'intransigeance e della paralisi, con tutto ciò che ciò comporta come ripercussioni negative, tanto al livello delle relazioni bilaterali con il vicino algerino, che a livello dell'integrazione maghrebina, proprio quando i pericoli di ordine di Securità non cessa di crescere, che le opportunità di sviluppo comune vanno riducendosi e che le speranze e le aspirazioni dei popoli dei cinque paesi dell'Unione del Magreb arabo non cessa di essere scosso.
Per quanto riguarda l'aspetto umano, il sig. Taïb fassi Fihri ha notato che la decisione del Consiglio ha insistito sulla necessità di realizzare progressi in materia con la collaborazione dell'alto commissariato delle Nazioni Unite per i profughi (HCR) ed in particolare attraverso il programma di scambio di visite familiari, per via terrestre ed aerea.
Il ministro ha ribadito, a questo proposito, la posizione costante del Marocco che chiama l'Algeria da porre fine al calvario delle persone sequestrate nei campi di Tindouf ed alla loro situazione anacronistica e permettere al HCR di esercitare le competenze di cui è investito.
Il ministro ha sottolineato che l'ultima relazione del segretario generale dell'ONU ha, per la prima volta, era ricettiva alla domanda insistente del Marocco relativa all'operazione di censimento e di registrazione dei nostri fratelli trattenuti contro il loro gradimento nei campi di Tindouf, come prima tappa per garantire loro la protezione umanitaria.
Ha a questo proposito insistito sulla necessità di attuare un programma speciale di riunioni individuali che devono permettere di facilitare il loro ritorno naturale fra le loro famiglie, nella loro madre patria, il regno del Marocco.
D' altra parte, il sig. Taïb Fassi Fihri ha affermato che il suo dipartimento " incoraggia ed accoglie con favore ogni iniziativa dei gruppi parlamentari, ed al di là di quelle di tutte le istituzioni favorevoli nazionali, considerando che tali iniziative sono tali da creare una forte interazione con le parti e le componenti della società civile, particolarmente in direzione dello spazio europeo in attesa di contrastare e sventare le manovre ostili degli avversari e demistificare le loro gesticulations hargneuses.
Dopo avere insistito sul ruolo vitale ed indispensabile dell'insieme delle componenti della diplomazia parallela, nel quadro dello slancio di mobilizzazione nazionale contro la strategia dei nemici dell'integrità territoriale del regno, il ministro ha ribadito la piena disponibilità del suo dipartimento a cooperare strettamente e coordinare le azioni con queste componenti in attesa di conferire a questa cooperazione un carattere istituzionale in modo da arrivare più all'efficienza e sancire un approccio partecipe, basato su iniziative pratiche ed idee portarici.
A questo proposito, ha ricordato che il ministero aveva proposto modalità d'azione collettiva, nel quadro di una rete che garantisce uno spiegamento conseguente ed efficace della diplomazia marocchina, governativa e non governativa, per la difesa della causa nazionale e la preservazione delle acquisizioni dell'unità territoriale del regno, che prevale su qualsiasi altra considerazione.
Ha infine espresso la convinzione che la costituzione di una commissione parlamentare comune nel quadro dello " Statuto Avanzato" tra l'Organo legislativo marocchino ed il Parlamento europeo " segnale ormai la via" per uno spiegamento parlamentare effettivo, permanente e forte per il trionfo delle cause nazionali.
Fonte: MAP
-Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas -