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Comunicato del ministero dell'interno e sviluppo giudiziario sul decesso di Najem El Guareh

Allo scopo di illuminare l'opinione pubblica sul decesso del giovane Najem El Guareh e della sua sepoltura, il ministero dell'interno ha reso pubblico un comunicato, di cui ecco la traduzione:

" Dopo l'attacco condotto contro una diga di Securità a Laâyoune, il 24 ottobre, da parte di individui a bordo di due veicoli 4x4, fra cui gli occupanti di un tra loro hanno tirato colpi di fuoco sugli elementi in posto a questa diga, che si sono visti forzati a neutralizzare a questa aggressione, denominato Najem El Guareh, di 14 anni, ha trovato la morte.

Il padre del defunto, denominato Mohamed Fadel Al Guareh ha presentato, il 25 ottobre 2010, una domanda di patente di sepoltura della spoglia del suo figlio, che porta la sua firma e la sua impressione digitale.

Dopo il compimento di tutte le misure legali ed amministrative necessarie, in particolare l'autopsia medica realizzata dai servizi medici specializzati, il padre della vittima si è visto rimettere, a titolo personale, da parte della Corte, la patente di sepoltura del suo figlio, dopo avere affigguto la sua firma e la sua impressione digitale.

La spoglia della vittima è stata sepolta da suo padre ed i membri della sua famiglia nella città di Laâyoune.

 L'indagine sollecitata dalla Corte è sempre in corso sulle circostanze che hanno fatte che un bambino di 14 anni sia esposto al pericolo, e l'identificazione del responsabile di tale rapporto d'affari, soprattutto che il defunto era in società di una banda criminale, la cui maggioranza dei membri ha precedenti giudiciari".

 D'altra parte, una delle persone implicate nell'incidente è stato presentato, giovedì, dinanzi alla Corte di Laâyoune mentre altri due individui sono stati sfidati per la loro implicazione supposta in quest'incidente, ha annunciato il procuratore generale del re vicino la Corte d'appello di Laâyoune.

In un comunicato, il procuratore precisa che si tratta del denominato Said Asban Ben Lhoussein che, dopo indagini, ha deciso di presentarlo dinanzi al giudice d'istruzione per indagine nei crimini di costituzione di banda criminale per commettere offese che riguardano le persone ed i beni, tentativo d'incendio volontario contro tende abitate, tentativo di distruzione volontaria da esplosivi contro tende abitate.

 L'interessato è anche proseguito per disobbedienza, oltraggio ad agenti pubblici durante l'esercizio delle loro funzioni, possesso degli armi in circostanze tali da mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini, possesso e consumo di stupefacenti ed intossicazione manifestano sulla via pubblica.

Dopo la sua udienza preliminare, il giudice d'istruzione ha deciso la sua messa in detenzione alla prigione locale di Laâyoune.

 D'altra parte, la polizia giudicaria ha sfidato denominati Rachid Nejmaoui e Lak Yahdih, per la loro implicazione supposta nel suddetto incidente e che erano ricercati.

I due individui sono attualmente sottoposti all'interrogatorio e sarà presentato alla Corte generale, fin da recinto dell'indagine, precisa il comunicato.

Il procuratore generale del re annuncia, d'altra parte, che le indagini sono sempre in corso, sotto il controllo della Corte per delucidare le circostanze della morte di Najem El Guareh, nel rispetto rigoroso delle garanzie giuridiche.

 L'opinione pubblica sarà informata, tempestivamente, degli sviluppi dell'indagine.

 È da ricordare che la polizia reale di Laâyoune aveva fermato denominato Ahmed Daoudi, alias " Djija" , che ha forzato in società di sei altri individui, una diga di Securità a Laâyoune.

 Durante la sua presenza al campo d'Izik la notte del 22 al 23 ottobre, denominato Ahmed Daoudi, che era in stato d'intossicazione avanzata e sotto l'influenza di stupefacenti, si è consegnato ad atti di disordini e di violenza che hanno spinto alla sua espulsione. Il denominato Ahmed Daoudi è multirecidivista.

 Egli, è stato in particolare condannato nel 1993 a due anni di prigione ferma per volo qualificato, intossicazione e danno ai costumi.

Fonte: MAP

 - Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -

 
 
 

  
  
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