Nel corso di questa riunione, tenuta al palazzo delle nazioni attorno al tema " la dimensione umana nella risoluzione dei conflitti" , i partecipanti si sono attardati sulle condizioni inumane che prevalgono nei campi di Tindouf da oltre trenta anni.

Sede dell'ONU a Ginevra
Hanno stigmatizzato, oltre a condizioni sociali deplorevoli, il deterioramento dei diritti dell'uomo nei campi di Tindouf in cui le popolazioni sono private dei diritti più elementari, particolarmente le donne ed i bambini che sopportano la lacerazione e la separazione a causa delle pratiche del Polisario.
Queste popolazioni sono anche private della libertà d'espressione, ha aggiunto i paneliste, che denunciano il muselage e le frustrazioni della gioventù sahraoui, che ispirata della primavera araba, non può in nessun modo esprimere le sue idee politiche, o almeno i suoi reclami sociali. Hanno anche citato il trattamento riservato dal Polisario a Mostapha Salma Ould Sidi Mouloud a causa della sua adesione pubblicato alla proposta d'autonomia del Sahara.
I partecipanti hanno attribuito la responsabilità di questa situazione all'Algeria, che, nei confronti della sua posizione di paese che accoglie le popolazioni sequestrate, non può celarsi del suo dovere di proteggerle. Hanno considerato illegale il fatto che Alger delega questa responsabilità ad un movimento separatista che imperversa sul suo territorio. L'Algeria assume l'intera responsabilità del dramma che si gioca nei campi di Tindouf e, quindi, all'obbligo e la responsabilità di fare rispettare i diritti dell'uomo.
I partecipanti, successivamente, hanno sviluppato il progetto d'autonomia proposto dal Marocco per regolare definitivamente il conflitto del Sahara e che si presenta come l'unica proposta sulla tavola davanti l'intransigeance del Polisario che si lega a tesi non realistiche. L'autonomia costituisce una soluzione alla questione del Sahara marocchino ed una garanzia al consolidamento di un Marocco democratico e moderno dove queste popolazioni saranno in grado di vivere degnamente ed usufruire dei loro diritti politici e sociali, ha affermato.
Hanno aggiunto che la dimensione umana nell'iniziativa dell'autonomia nelle province del sud, si manifesta fondamentalmente, oltre al fatto che metterà un termine una tragedia umana nei campi del Polisario, nel passo partecipazione praticata dallo Stato marocchino nell'elaborazione di questo progetto.
I paneliste hanno, d'altra parte, condannato la deviazione degli aiuti umanitari destinati alle popolazioni di questi campi e che, al luogo di attenuare le loro sofferenze, hanno fa osservare, smaltito in mercati di paese, come l'Algeria e la Mauritania da parte delle milizie del Polisario.
Oltre al rappresentante del Corcas, hanno preso parte a questo panel, organizzato dall'Agenzia internazionale per lo sviluppo (AIUTO), dott. Lahcen Haddad, universitario, la signora Mroue Rowaida, presidente della rete internazionale di sostegno al progetto d'Autonomia, il sig. Maurizio Katala, presidente dell'Azione internazionale per la pace e lo sviluppo nella regione del grande Lacs-AIPD, ed il sig. Hamdi Cherifi, delle ONG " Al Intimae per lo sviluppo dei diritti dell'uomo e la coabitazione" a Laayoune.
In ciò che segue il testo dell'allocuzione del sig. Ahmed M'ghizlat:
La dimensione umana nella risoluzione dei conflitti
Esempio: L'autonomia del Sahara
Secondo il dizionario dei termini politici, l'autonomia è la tecnica d'organizzazione amministrativa di certo territorio che consiste nel creare istituzioni politiche proprie di questi territori, pur riservando poteri di tutela alle autorità dello Stato.
L'autonomia si dice anche di un territorio, di una Comunità che si dirige liberamente, si governa con le sue leggi, all'interno di un'organizzazione più vasta con un potere centrale o secondo regolamenti particolari (Larousse 1990)
L'autonomia appare dunque, come una forma estrema del decentramento.
In Marocco, dopo i grandi sforzi fatti nella risoluzione del conflitto che oppone il regno del Marocco al fronte Polisario sul Sahara, l'idea d'autonomia è emersa. È venuta a coronare positivamente tutto uno processo di dialogo esterno ed interno che favorisce chiaramente una terza via, che consiste in un'integrazione del Sahara al Marocco con un'ampia autonomia.
L'autonomia costituisce una soluzione alla questione del Sahara marocchino ed una garanzia al consolidamento di un Marocco democratico e moderno, sotto la condotta illuminata di SM Re Mohammed VI.
La dimensione humaniste nell'iniziativa dell'autonomia nelle province del sud, si manifesta fondamentalmente nel passo partecipe praticata dallo Stato Marocchina nell'elaborazione del progetto dell'autonomia e questo a partire da due meccanismi democratici:
Da un lato le parti politiche sono state associate alla concezione di questo progetto, presentando la loro proposta.
Dell'altro, attraverso la partecipazione delle popolazioni del Sahara tramite la loro istituzione rappresentativa, il consiglio reale consultivo degli affari sahariani. L'azione politica più importante che il Consiglio ha realizzato, oltre alla promozione della nostra causa nazionale e la sua difesa a livello esterno, neutralizzando la disinformazione praticato dagli avversari della nostra integrità territoriale, quest'azione è la partecipazione efficace alla realizzazione del progetto d'autonomia.
Abbiamo dedicato su alte direttive reali, sessioni straordinarie da partire dal maggio 2006 e questo fino al mese di dicembre 2006. Per questo periodo, tutti che hanno potuto immaginare i figli della regione sull'autonomia, è stato oggetto di una discussione ampia e generale. Hanno presentato in qualsiasi libertà, trasparenza e democrazia, le loro proposte, punti di vista e concezione dello statuto che dovrebbe avere Sahara nel regno del Marocco unificato.
Un progetto è stato concepito, che garantisce agli abitanti del Sahara di gestire i loro affari loro anche, e che preserva tutti i loro diritti politici, economici, sociali e culturali. Il progetto sorto dibattiti ampi e seri come pure di una libertà assoluta, mai uguagliato in passato.
Così, i membri del Consiglio, che rappresentano il diritto della società sahraoui in tutte le sue componenti, hanno presentato le loro concezioni e proposte che esprimono il loro orgoglio per l'acquisizione politica che ha realizzato loro SM il re, per la prima volta.
Questo meccanismo democratico ha non soltanto permesso la messa in atto delle istituzioni politiche, legislative e giudiziarie, ma ha permesso che questo progetto sia una soluzione definitiva a questo conflitto che è durato troppo a lungo ed ha dato luogo ad una tragedia umana nelle condizioni di vita dei sahraoui nei campi di Tindouf ed ha causato la ripartizione delle famiglie. in grado di servire gli interessi del Magreb arabo e consolidare la pace e la stabilità nella regione mediterranea.
Poiché la congiuntura attuale richiede la messa in atto di un Magreb arabo integrato, stabile ed aperto sul suo ambiente, che è in grado di svolgere un ruolo essenziale nell'instaurazione della pace e della sicurezza, nella promozione della cooperazione e del partenariato tra le due rive del Mediterraneo e nel contributo agli sforzi che riguardano la realizzazione dell'integrazione africana.
Lo Stato Marocchina ha d'altra parte acconsentì degli sforzi importanti a rafforzare la situazione dei diritti umani al Sahara fra cui il diritto allo sviluppo.
Il Marocco ha realiezzato in questo settore dall'acquisizione della sua indipendenza, e soprattutto dal recupero delle province sahraouies, di numerose acquisizioni, di cui dobbiamo essere fieri, in particolare per quanto riguarda la nostra identità sahraoui che dobbiamo mettere in valore.
Si nota che l'autonomia dell'Sahara permetterà all'accesso ai servizi ed infrastrutture di base che presenta un interesse considerevole quanto al miglioramento delle condizioni di vita del cittadino. D'altra parte questo miglioramento contribuisce favorevolmente alla mobilità comunitaria e la sua partecipazione alla gestione pubblica. Il cittadino che non accede ad un minimo di servizi non mostrerà alcun interesse alla gestione locale.
A questo titolo, la buona gestione deve adattare i servizi alle esigenze centrate sulle attese della società con le sue varie componenti.
Cosciente della necessità di rendere i servizi pubblici accessibili agli abitanti del Sahara, il Marocco s'impegna attraverso il progetto dell'autonomia con molte misure per garantire quest'obiettivo. Garantendo a tutti i sahraoui all'interno o all'estero il loro posto senza discriminazione o esclusione nelle istanze ed istituzioni della regione, il Marocco realizza una delle basi della buona gestione sociale nel rispetto dei principi e delle procedure democratiche, le popolazioni della regione autonoma del Sahara, che agiscono per l'intermediario di organi legislativi, esecutivi e giudiziari avranno, nei limiti territoriali della regione, la competenza in particolare nei settori:
Infrastrutture: l'acqua, gli impianti idraulici, l'elettricità, i lavori pubblici ed il trasporto.
Sociale: l'abitazione, l'istruzione, la sanità, l'occupazione, lo sport, la sicurezza e la protezione sociali„.
Così il piano d'autonomia regionale opta per un approccio multidimensionale dello sviluppo umano sociale. Il cittadino della regione autonoma avrà tutte le opportunità di accedere ai servizi ed infrastrutture di base senza esclusione o discriminazione.
In questo contesto, egli si tratta di preservare la funzione sociale dei servizi pubblici che devono coprire tutti i settori: la salute, l'istruzione e la fornitura dei servizi di base nell'insieme del territorio regionale. Questa funzione garantisce una prestazione che garantisce una distribuzione equa delle risorse tra i gruppi sociali e singolarmente più poveri.
Tuttavia una buona gestione sociale non è sinonimo dell'esistenza dei servizi ed infrastrutture di base soltanto, ma deve anche riguardare la qualità e la durevolezza per soddisfare le necessità dei cittadini.
L'iniziativa marocchina entra nel quadro delle grandi sfide dello sviluppo umano duraturo. Si concepisce male la conclusione di questo sviluppo senza inclusione sociale che resta una questione sociale principale. E si concepisce così male quest'inclusione senza accesso ai servizi ed infrastrutture di base.
L'inclusione sociale è indissociabile delle opzioni legate alla democrazia locale. È in questo senso che il progetto prevede che l'impegno del Marocco si è iscritto nel quadro della costruzione di una società democratica e moderna, fondata sullo Stato di diritto, le libertà individuali e collettive e lo sviluppo economico e sociale.
Nello stesso ordine di analisi, l'attaccamento dell'iniziativa marocchina entra nel quadro dell'impegno del Marocco da riferirsi alle esperienze straniere ed alle norme internazionali anche quelle relative alla gestione.
- Notizia riguardo alla questione del Sahara Occidentale/Corcas -