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L'Ue per una soluzione politica realistica e reciprocamente accettabile alla questione del Sahara

L'Unione europea incoraggia tutte le parti interessate dalla questione del Sahara ad operare per trovare una soluzione politica duratura a questa vertenza regionale dando prova di realismo.

Nella dichiarazione finale che sancisce i lavori della decisima sessione del Consiglio d'associazione Ue tenuta lunedì a Lussemburgo, l'Ue incoraggia tutte le parti a continuare a lavorare con l'inviato personale del segretario generale dell'ONU in attesa di progredire nella ricerca di una soluzione, dando prova di realismo e di uno spirito di compromesso.

L'Ue ribadisce anche il suo attaccamento nel regolamento del conflitto del Sahara ed esprime il suo pieno sostegno agli sforzi del segretario generale dell'ONU e del suo inviato personale per aiutare le parti a raggiungere una soluzione politica giusta, duratura e reciprocamente accettabile.

 Esprime, inoltre, il suo attaccamento al rispetto dei diritti dell'Uomo e ricorda gli obblighi che spettano ad ogni parte, pur rallegrandosi, della costituzionalizzazione del Consiglio nazionale dei diritti dell'Uomo (CNDU) e dell'aumento del suo ruolo in materia di sorveglianza e di difesa dei diritti umani, anche al Sahara.

 Da parte sua il Marocco sottolinea che il Consiglio di sicurezza ha definito, dal 2007, i parametri per il regolamento della vertenza regionale attorno al Sahara marocchino, in particolare la preminenza dell'Iniziativa marocchina d'autonomia, la centralità del negoziato come sola ed unico hanno visto risolvere questo conflitto, l'importanza della cooperazione piena ed intera delle parti ed di tutti gli stati della regione, come pure l'imperativo del realismo e dello spirito di compromesso per progredire nei negoziati.

Il Marocco rileva anche che i cambiamenti verificati nel mondo arabo, il ravvicinamento tra Rabat ed Alger e la volontà di rilancio dell'Unione del Magreb arabo (UMA), dovrebbe essere messa a profitto per andare da e verso la ricerca di una soluzione politica voluta ed incoraggiata dalla Comunità internazionale.

Chiama, in questo contesto, l'Algeria da permettere all'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACR) di condurre l'identificazione, il censimento e la registrazione delle popolazioni dei campi di Tindouf, conformemente alla convenzione di Ginevra del 1951 ed il suo protocollo, ed alla risoluzione 1979 (2011) del Consiglio di sicurezza.

 - Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas -

 
 
 

  
  
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