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Il Marocco prende nota con soddisfazione dell'adozione della risoluzione 2044 del Consiglio di sicur

Il censimento delle popolazioni dei campi è ormai, un obbligo politico confermato dall'istanza esecutiva onusiana

Il regno del Marocco prende nota, con soddisfazione, dell'adozione, questo martedì, da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, all'unanimità dei suoi membri, della risoluzione 2044 relativa alla questione del Sahara marocchino.

''Questa risoluzione, che rinnova il mandato del MINURSO al 30 aprile 2013, consolida i parametri della soluzione politica, consolida il processo di negoziati come via unica di regolamento, rafforza gli approcci innovativi e porta chiarificazioni essenziali che riguardano la dimensione umana di questa vertenza regionale'', indica un comunicato del ministero degli esteri e della cooperazione.

Attraverso questa risoluzione, il Consiglio di sicurezza ''conferma, con forza, le direttive fondamentali per il regolamento di questa vertenza regionale e ribadisce senza ambiguità il suo attaccamento agli orientamenti che ha tracciato negli ultimi anni per giungere alla soluzione politica di compromesso''.

''La preminenza dell'iniziativa marocchina d'autonomia così vi è ribadita, i principi cardinali di realismo e di spirito di compromessi nuovamente sottolineati, e l'implicazione degli stati vicini nella ricerca della soluzione ancora una volta sollecitata'', sottolinea il ministero.

Inoltre la risoluzione riflette la determinazione della Comunità internazionale a favorire l'impegno sincero e responsabile di tutte le parti in negoziati intensi e sostanziali ed evitare il blocco e le strategie di deviazione.

Nonostante i tentativi di deviare il mandato del MINURSO o denaturare le sue funzioni, il Consiglio di sicurezza ha tenuto a rafforzare, ancora, il processo di negoziati, sola via possibile per raggiungere un regolamento definitivo a questa vertenza regionale, rileva la stessa fonte, spiegando che ''in particolare, il Consiglio chiama all'intensificazione del ritmo delle riunioni ed a conferire un carattere più sostanziale ai dibattiti, lontano dalle posizioni immobili e dagli approcci superati''. Inoltre, il Consiglio incoraggia la prosecuzione dell'attuazione degli approcci innovativi, in particolare attraverso l'organizzazione di dibattiti tematici, o anche un'implicazione più forte dei rappresentanti legittimi delle popolazioni delle province del sud alla ricerca della soluzione.

 D'altra parte, il ministero afferma che nonostante i tentativi ripetuti dell'instrumentalizzazione della questione dei diritti dell'uomo, il Consiglio di sicurezza ''saluta le misure adottate dal Marocco, nel quadro del processo d'approfondimento delle riforme politiche del regno, coronato dall'adozione, nel luglio 2011, di una nuova costituzione, democratica e portatrice di valori universali''.Così, si aggiunge, il Consiglio si rallegra per il operationalizzazione delle due antenne regionali del CNDU a Laayoune ed a Dakhla, come pure per l'interazione positiva con le procedure speciali del Consiglio dei diritti dell'uomo dell'ONU.

Inoltre, precisa il comunicato, ''la risoluzione 2044 dedica la validità e la pertinenza della presa incaricato nazionale della promozione e della tutela dei diritti dell'uomo nelle province del Sud, e nelle altre regioni del regno.Si tratta di un segnale forte di fiducia e di un riconoscimento inequivocabile della legittimità delle azioni intraprese dal Marocco in questo settore''.In compenso, prosegue il ministero, il Consiglio di sicurezza ribadisce il suo appello all'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati affinché procedi, conformemente al suo mandato e le sue pratiche, al censimento delle popolazioni dei campi di Tindouf, nel dialogo con il paese ospite.

 ''D'ora in poi, quest'operazione non costituisce più soltanto un'esigenza morale o una responsabilità giuridica internazionale. Si è, ormai, un obbligo politico confermato dall'istanza esecutiva onusiana'', sottolinea.

Il regno del Marocco spera che l'adozione di questa risoluzione importante, in un contesto di dinamica positiva nelle relazioni maroco-algerine e di rilancio reale dell'integrazione magrebina, permetterà la prosecuzione del processo politico nella serenità, lontano dalle posizioni di rigidità e dalle logiche di blocco, che apre così prospettive nuove per il regolamento definitivo di questa vertenza regionale.

''Il regolamento di questa vertenza regionale è oggi, più che mai, una necessità insistente: i cinque popoli fratelli della regione vi aspirano, le sfide di Sicurezza crescenti nella loro vicinanza immediata la esigono ed i vari partner della regione la auspicano'', conclude il comunicato.

 - Notizia riguardo alla questione del Sahara occidentale/Corcas -

 
 
 

  
  
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